Riunione AFINEB

Mi sveglio che è ancora notte e la voglia di alzarmi è assolutamente nulla ma, consapevole dell’appuntamento preso la sera prima con un TAXI, mi alzo e mi preparo al volo.

Appena sono pronta, preparandomi ai pianti e proteste, sveglio Sveva, che però mi sorprende con il suo entusiasmo e ripete “mamma prendiamo treno che fa ciuf ciuf e fa tanto fumo, è graaaaaande graaaaaande e abbiamo valigie pesaaaanti perché andiamo lontano con grande treno che fa ciuf ciuf e taaaanto fumo…” e via così senza sosta svegliando Giorgio che si mette a piangere perché vorrebbe venire pure lui invece di andare a scuola.

Promesso un bel regalo si mette a dormire con il papà, relativamente consolato.

Scendo con il minimo indispensabile di cose e il nostro TAXI è già in attesa sotto casa.

Ci porta alla stazione e per fortuna dell’autista che deve subirsi “ooo c’è la luna mamma guarda, ha la bocca, il naso, gli occhi, e ci sono le sue amichette stelle! oooh e sono luccicanti!!!! e guarda le nuuuuvole sono in alto in alto con le stelle!!! luccicanti!!!” ci mettiamo poco.
Sul treno il tempo passa velocemente e in poco più di tre ore (superate con la grande pazienza e spirito di sopportazione dei businessmen che viaggiavano nello stesso vagone, che di tanto in tanto non riuscivano a trattenere le risate ed i biscotti al cioccolato destinati al LORO spuntino) ci troviamo alla stazione Garibaldi a 15 minuti da casa (oooooh mamma guarda c’è una gru e una casetta alta alta….) della nostra presidente Elena.

Siamo accolte da lei con il solito sorriso luminosissimo, squisita ospitalità e una dolcissima BABYSITTER (che il cielo sia lodato).
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Sono la prima arrivata ma la riunione inizia immediatamente… chi arriverà dopo verrà aggiornato.

Non ci vuole molto e siamo già al completo. Michela, Serena Genovese, Laetitia, io ed Elena, che ha ricevuto incarico di rappresentare da chi non poteva presenziare.
Un veloce saluto da parte di tutte alla Svevina ricoperta di giocattoli, peluche, biscotti e coccole (non si è mai fatta viva durante la riunione, salvo un veloce saluto con l’aria di chi è troppo impegnata per dedicare il tempo alla mamma) e ci buttiamo al lavoro.

Più che una riunione sembra un esplosione di idee..
Guardo le mie colleghe con sincera ammirazione, non passa un secondo che un’idea non salti fuori da una e poi cresca con il supporto delle altre. Davvero una cosa stupefacente e a pensarci ora mi rendo conto che 5 persone così creative e appassionate del proprio lavoro non potevano non creare un’atmosfera ricca e di grande intensità.

Incredibilmente le decisioni vengono prese senza nemmeno doverle discutere, la vediamo tutte allo stesso modo e il lavoro procede fluentemente e in grande armonia.

Laetitia che prende gli appunti più importanti ogni tanto ci deve bloccare per riuscire a trascrivere tutti i dettagli delle infinite idee che stiamo mettendo a punto.

Un elenco interminabile e grandioso, devo dire che da sola non avrei mai osato tanto nemmeno con la fantasia: qui si tira fuori l’impensabile e si decide a tavolino come e quando trasformarlo in progetti concreti, con tanto di divisione dei compiti e scadenze ben precise.

Qualche anno fa ciascuna di noi ha fatto un sogno ed è riuscita a realizzarlo, ora c’è un sogno comune ed è così grande che sembrerebbe impossibile da realizzare, ma inserita in questo gruppo così forte e pieno di entusiasmo mi rendo conto che stiamo rendendo fattibile qualcosa che da sola non avrei nemmeno immaginato!

Il caffè va a litri anche se sembra ci vorrebbe piuttosto la camomilla!

Un pranzo fuori con due ospiti, sempre femminili, speciali e misteriosi, che non fanno che aggiungere la benzina sul fuoco, e si rientra al lavoro.

Cosa incredibile per 5 donne, nessun pettegolezzo, nessuna parola sulle famiglie o altre cose su cui sarebbe bello chiacchierare, solo lavoro intensissimo concentrato in pieno su AFINEB.
Idee, progetti, soluzioni.
Ancora prima che la riunione finisse mi congedo per riuscire a prendere il mio treno lasciando alle mie colleghe le conclusioni finali.

Sveva sul taxi di rientro continua a chiacchierare, ma il ricordo delle sue parole è sfumato sommerso da mille idee messe nel mio circuito cerebrale. Pochi minuti mi bastano per comprare il regalino promesso a Giorgio e qualcosa da leggere per me e Sveva, e prendiamo il treno delle 17,30. Durante il viaggio di ritorno, mia figlia riesce a trovarsi una fantastica baby sitter e mi da di nuovo un po’ di tregua. Appena scendiamo dal treno la mia piccola trova le braccia accoglienti del suo papà, e io il mio Giorgietto che pretende la sua dose di attenzioni.
Ancora il tempo per cucinare qualcosa al volo a casa e crollo a letto, la giornata è stata impegnativa e quelle che verranno non saranno da meno.

Ma farò sogni stupendi.

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